Il mio percorso

Ecocidio è un saggio di Jeremy Rifkin che ha letteralmente scosso le nostre coscienze.

Era il 2002. Dopo aver letto il libro, io e mio marito decidemmo infatti di non consumare più carne. Nessun dubbio né perplessità, lo facemmo per motivi etici e sociali. Contestando l’allevamento intensivo, i problemi etici dello sfruttamento animale e i costi ambientali e sociali, decidemmo semplicemente di non alimentarne più il mercato.

Non potendo risolvere il problema, almeno non ne facevamo parte.

La cultura dell’alimentazione non era però ancora entrata nel nostro mondo e così, ingenuamente e superficialmente, cominciammo a seguire una dieta non equilibrata, nutrendoci solo di pasta e di insalata. Dopo qualche mese, oltre agli inevitabili problemi di stanchezza generale, scoprimmo con sorpresa un notevole miglioramento del problema di psoriasi che da anni affliggeva mio marito. Dopo anni di cure al cortisone e varie diavolerie chimiche che non avevano portato alcun beneficio, sembrava che un cambio di alimentazione fosse in grado di ridurre drasticamente gli effetti di questa fastidiosa malattia.

Del resto Ippocrate lo diceva quasi 2500 anni fa: “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo“. Cominciammo così ad informarci.

Dovemmo partire dalle basi, non conoscevamo infatti nulla di alimentazione, neppure la differenza tra carboidrati e proteine. Fu così che sulla lavagna in cucina cominciarono a spuntare bigliettini colorati a ricordarci che le proteine le trovavamo nei legumi, i carboidrati nei cereali e i grassi nei semi.

Gli anni passarono e il mio interesse verso l’alimentazione maturò sempre più fino ad incontrare, sotto varie forme, la Macrobiotica. Seguii la mia prima lezione di Cucina Macrobiotica in una piccola gastronomia di Via Crema a Milano, il Mens@sana, fu li che per la prima volta senti parlare di energia del cibo.

Successivamente incontrai l’associazione “Un Punto Macrobiotico” di Mario Pianesi e cominciai a seguire corsi e seminari. Da qui la svolta decisiva. Piano piano gli ingredienti in cucina cominciarono a cambiare. Frutta e verdura di stagione, cereali integrali, legumi secchi di ogni tipologia. Tamari, umeboshi, gomasio ad arricchire i nostri piatti.

Incontrai infine la persona che sarebbe diventata una vera e propria guida: il Dr Franco Berrino. Iniziai a frequentare i suoi seminari in Aula Magna all’Istituto dei Tumori di Milano e i corsi dello chef Giovanni Allegro alla Cascina Rosa.

 

Qualche mese dopo mi iscrissi al corso di Cucina Macro-Bio-Vegan de La Sana Gola di Martin Halsey. Un anno ricco di corsi di cucina naturale, approfondimenti e seminari.

Sono passati da allora altri anni. Oggi la mia cucina è quasi esclusivamente vegetale, ma soprattutto è naturale. Seguo la stagionalità e acquisto prodotti del territorio presso le cascine in zona e i piccoli negozi di paese. Dove, oltre alla qualità dei prodotti, ho riscoperto il perduto calore dei rapporti umani.

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